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Casa colonica in Italia

Casa colonica in Italia

Volgendo lo sguardo verso le colline marchigiane, si possono notare l’ordine e la cura, che traspaiono dai terreni coltivati, dai filari di viti, oliveti e campi arati, con un’ alternanza di colori sempre diversi. Risaliamo verso i crinali e notiamo subito che sulla sommità è presente sempre la casa colonica, che domina quel podere.
La casa colonica (casa rurale) è sempre legata alla terra, affonda le radici nella storia e ha alcune caratteristiche facenti parte del patrimonio culturale. Solo con la conoscenza delle caratteristiche e delle tecniche costruttive del passato può essere recuperata e ristrutturata  la casa colonica appartenente alla ricca e preziosa cultura della civiltà italiana.

Forme più diffuse della casa colonica

Abitazione a solaio (situata in pianura, verso il mare) è a due piani, con la scala interna e con gli accessori (il capanno per gli attrezzi, il forno, il pollaio) anche con la presenza della bigattiera (vano per ospitare l’allevamento dei bachi da seta).
Casa colonica con scala esterna (area collinare). La scala conduce direttamente al piano superiore nella cucina. Al piano terreno sono presenti la stalla, la porcilaia, la rimessa degli attrezzi, la cantina ed il forno. Mentre il piano superiore è completamente destinato all’abitazione.
Casa padronale è a pianta quadrata di dimensioni notevoli, con una porta d’ingresso a forma di arco, con le cornici di contorno in laterizio.
Le forme più arcaiche è costituita dalla casa-torre. La casa-torre rurale, che prende origine dall’architettura civile e militare e si sviluppa in altezza reperendo i materiali sul luogo, risulta economicamente vantaggiosa. Le sue caratteristiche specifiche sono l’altezza della torre, le aperture strette come feritoie e le grosse masse murarie.
La palombara o colombaia rappresenta il modello più ambizioso e più costoso della casa rurale. La palombara presenta un corpo superiore che si eleva dalla struttura di base.
Casa con bigattiera rialzata più caratteristica è quella che pone l’ambiente per i bachi al centro rispetto alla facciata dell’edificio. La bigattiera può essere anche laterale. Qui sono presenti le ulteriori forme particolari come la porta-finestra in posizione centrale con architrave ad arco e ringhiera. Altre aperture per fornire aerazione si trovano al di sopra delle finestre: sono di forma tonda, rettangolare, o rettangolare con architrave ad arco. L’ambiente veniva scaldato dalle stufe poste agli angoli della stanza.

Materiali e tecniche costruttive della casa colonica

L’uso di alcuni tipi di materiali in sostituzione di altri è legato al luogo in cui si trova la casa rurale, che tende ad impiegare le materie prime più facili da trovare sul posto.

Il XVIII sec. contribuisce alla sostituzione delle vecchie case di campagna con grandi edifici fatti di mattoni a faccia vista, con fasce di marcapiano molto decorative, sporti di gronda con gole e dentelli e un diffuso uso dell’arco con cornici per i vani d’ingresso.
Nell’alta collina e nella zona di montagna rimane in uso la casa rurale di pietra o in mattoni, a più corpi, posti attorno all’area.
Nelle aree pianeggianti delle valle e della bassa collina, la casa colonica prevalente è costituita in laterizio a pianta rettangolare, a due piani, con un unico volume, senza corpi più bassi aggiunti, salvo quelli destinati ad alloggiare gli attrezzi, le concimaie o i pollai.
Col passare degli anni, si tende ad intonacare i parametri delle murature in mattone per una evidente economicità di manutenzione e per migliorare le condizioni termiche della casa colonica.
Le pareti divisorie interne sono realizzate in mattoni pieni, i solai con grosse travi di legno, al di sopra delle quali vengono disposti i travetti o travicelli su quale si disponevano le pianelle. Sopra le pianelle vengono posti i coppi in laterizio a completamento copertura.
I pavimenti delle parti abitative vengono risolti con le pianelle, nelle stalle veniva lasciata la terra battuta.
Gli infissi della casa colonica marchigiana sono naturalmente in legno.

Elementi strutturali della casa colonica marchigiana

La cucina nella casa colonica marchigiana è normalmente il vano più grande della casa, dominato dal focolare, dove la famiglia colonica si riunisce ogni giorno per mangiare, su una grande tavola. Il colore delle pareti spesso viene fatto con tinte celesti o azzurre.
La camera da letto è l’unico vero ambiente destinato al riposo, e quasi sempre collocato al di sopra delle stalle, per controllare gli animali.
Il telaio è un locale al piano terra nel quale viene tenuto il telaio che serve alla promessa sposa per tessere la propria dote.
Il sotto tetto nella casa colonica è utilizzato come deposito per tenere alcuni tipi di prodotti.
L’aia (ara) diventa il grande spazio accentratore di accessori ed annessi alla casa, dove si svolgono le attività agricole.
Il forno è un elemento caratteristico della casa rurale. La sua struttura è a cupola con il sovrastante camino, e con l’apertura (detta “bocca”). Il forno viene utilizzato per cuocere dal pane alle carni, ma anche per farvi essiccare la canapa e ghiande.
La stalla è sempre presente nell’abitazione marchigiana ed interna della casa rurale e posizionata sotto le camere da letto che rende questo locale il più caldo della casa.
La colombaia serve per l’allevamento dei colombi e trova posto nella torre superiore della casa palombare.
Il pozzo costituisce un elemento fondamentale della casa colonica e si trova accanto alla casa, ma anche isolato nei campi.
La cantina è fondamentale nelle case coloniche marchigiane e serve per conservare gli alimenti e le botti del vino.
Il capanno presenta le forme più semplici e l’utilizzo di materiali poveri. In questo accessorio vengono ricoverati gli attrezzi di lavoro.
Il fienile è molto diffuso sulle aree montane e d’alta collina e viene utilizzato per tenere al riparo le scorte di foraggio da utilizzare per le stagioni più fredde.

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